SPRINT: sport e inclusione per i bambini nella Bassa Modenese

SPRINT è il nuovo progetto sportivo inclusivo della Bassa Modenese che offre judo e calcio integrato a bambini con autismo, grazie a un team specializzato e un approccio educativo strutturato.

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In molte aree della Bassa Modenese, praticare sport non è ancora un’opportunità realmente accessibile a tutti. Per molti bambini e ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico o con altre difficoltà comportamentali, l’accesso alle attività sportive resta complesso, limitato o, in alcuni casi, assente. Mancano contesti preparati, figure formate e una visione capace di riconoscere il valore educativo dello sport quando è pensato su misura

È dentro questa mancanza concreta e quotidiana che prende forma SPRINT, il progetto che trasforma lo sport in inclusione, crescita e possibilità.

Un progetto nato dalla collaborazione tra Polisportiva Quarantolese, Vicini Tania in qualità di psicologa sportiva e la Cooperativa inTandem, che mette a disposizione competenze educative e professionali specializzate nell’ambito ABA.
L’obiettivo è costruire un ambiente preparato, competente e progettato con attenzione, capace di accogliere e sostenere

SPRINT ribalta il paradigma tradizionale.
Non chiede al bambino di adattarsi al contesto, ma, al contrario, ne costruisce uno pronto ad accoglierlo. In questo spazio lo sport assume un valore educativo e relazionale, diventando esperienza di benessere, relazione e, soprattutto, possibilità.

Un territorio che chiede risposte: perché nasce il progetto SPRINT

La fotografia del territorio racconta con chiarezza la portata del bisogno:

  • In Italia, 1 bambino ogni 77 riceve una diagnosi di autismo.
  • In Emilia-Romagna i casi seguiti dalla Neuropsichiatria infantile sono cresciuti del 245% negli ultimi dieci anni.
  • Nella Bassa Modenese le attività sportive realmente inclusive rimangono pochissime.

Di fronte a questa realtà, molte famiglie vivono situazioni di isolamento e rinunce: desiderano che i loro figli possano giocare, allenarsi, partecipare alla vita di gruppo, ma non trovano spazi, né figure professionali in grado di sostenere questo percorso.

SPRINT nasce per colmare questo vuoto, offrendo non solo nuovi corsi, ma una cornice educativa preparata ad hoc.

Gli obiettivi di SPRINT: sport, educazione e sviluppo delle competenze

SPRINT si rivolge a bambini e ragazzi tra i 6 e i 15 anni, con particolare attenzione a chi presenta una diagnosi di autismo o altre disabilità. Alla base del progetto c’è una visione chiara: lo sport può essere un potente strumento educativo quando è inserito in un contesto preparato e competente.
Attraverso le attività sportive, i bambini hanno l’opportunità di sviluppare:

  • competenze motorie, grazie a proposte strutturate e progressive;
  • competenze relazionali, attraverso l’esperienza del gruppo e della condivisione;
  • competenze adattive, legate al rispetto delle regole, dei tempi e degli altri

Accanto al lavoro con i bambini, il progetto sostiene anche la crescita professionale degli operatori sportivi, favorendo un ampliamento delle competenze e una maggiore consapevolezza nei contesti inclusivi.

L’effetto è duplice: i bambini trovano un luogo in cui sentirsi competenti e accompagnati, mentre le famiglie incontrano finalmente uno spazio di ascolto e sollievo.

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Cosa rende SPRINT un progetto unico

SPRINT non propone semplici attività sportive, ma percorsi costruiti con un approccio metodologico condiviso tra operatori specializzati, psicologi e istruttori sportivi.

Un corso di judo dedicato ai bambini con autismo (6-15 anni)

Il progetto include un corso di judo dedicato a bambini con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico, all’interno di un contesto preparato e supportato da personale formato.

Un corso di calcio integrato

SPRINT prevede anche un corso di calcio integrato, che coinvolge sia bambini neurotipici sia bambini nello spettro autistico, favorendo la partecipazione e la convivenza all’interno dello stesso gruppo sportivo.

Un team interdisciplinare che lavora insieme

Per garantire un ambiente competente, ogni gruppo è seguito da:

  • una terapista ABA
  • un istruttore sportivo
  • uno psicologo dello sport

Queste figure collaborano con un approccio condiviso, assicurando coerenza metodologica e attenzione alle esigenze dei partecipanti.

Lo sport diventa possibilità

SPRINT è molto più di un progetto sportivo. È un percorso educativo e inclusivo nato per rispondere a un bisogno concreto del territorio, offrendo ai bambini uno spazio sicuro e competente in cui crescere e imparare.

In un’area in cui le opportunità inclusive sono ancora poche, SPRINT segna un passo importante verso una visione dello sport come strumento di cura, relazione e benessere.

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