I comportamenti problema

Quando pensiamo ai comportamenti problema ci vengono subito in mente l'aggressività verbale e fisica (urla, calci, lanciare oggetti), l'autolesionismo (come mordersi), il pianto, le vocalizzazioni non appropriate. Qual è la loro funzione? Come si può intervenire?


I comportamenti problema sono tutti quei comportamenti che possono risultare pericolosi o distruttivi per la persona che li mette in atto, per gli altri e per l’ambiente. Inoltre possono limitare le occasioni di apprendimento e di interazione sociale.
Tra i più frequenti troviamo piangere, urlare, mordersi, lanciare oggetti, picchiare, stereotipie.
Nonostante i comportamenti problema vengano spesso associati all’autismo, questi non sono parte del disturbo, ma sono una conseguenza delle difficoltà, spesso della comunicazione, ad esso legate.
Possiamo quindi dire che i comportamenti problema vengono emessi con una funzione, che può essere riconducibile a una di queste:
accesso al tangibile, il comportamento viene emesso per poter svolgere un’attività o avere un oggetto
attenzione, il comportamento problema è utilizzato per ricercare l’attenzione delle altre persone
fuga o evitamento, la persona non vuole svolgere un’attività quindi emette il comportamento per evitarla
rinforzo automatico, la funzione del comportamento è di autostimolazione.
Comprendere la funzione del comportamento problematico richiede naturalmente l’osservazione e la raccolta dei dati, non solo della frequenza e dell’intensità del comportamento stesso, ma anche degli antecedenti (eventi precedenti) e delle conseguenze (in modo da capire se il comportamento venga in qualche modo rinforzato).
Una volta eseguita l’analisi funzionale si può agire sul comportamento problema tramite procedure proattive e procedure reattive. Le prime agiscono sugli antecedenti per insegnare alla persona comportamenti sostitutivi incompatibili con quelli problematici. Le seconde consistono nella gestione del comportamento problema una volta emesso.
E’ indispensabile programmare interventi proattivi, che consistono nell’insegnamento di nuovi comportamenti adeguati (per esempio training sulla comunicazione, sull’accettazione del no, sulla riconsegna del rinforzatore), in quanto la presenza di nuove abilità andrà a ridurre in modo naturale i comportamenti non appropriati.

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2 risposte a “I comportamenti problema”
Francesca Cimino 21 ottobre 2018

Sono molto interessata.

Enton Thaci 9 novembre 2018

Buongiorno Francesca,
come possiamo aiutarti?

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